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sabato 9 luglio 2011

Un'altra poesia dei doni

Leggete questa stupenda poesia con sottofondo questa musica composta dagli autori delle musiche di Boris. Alla fine della poesia troverete un video e capirete il perchè di questa musica.


«Ringraziare desidero il divino

labirinto delle cause e degli effetti

per la diversità delle creature

che compongono questo universo singolare,

per la ragione, che non cesserà di sognare

un qualche disegno del labirinto,

per il viso di Elena e la perseveranza di Ulisse,

per l’amore, che ci fa vedere gli altri

come li vede la divinità,

per il saldo diamante e l’acqua sciolta

per l’algebra, palazzo di precisi cristalli,

per le mistiche monete di Angelus Silesius,

per Schopenhauer,

che forse decifrò l’universo,

per lo splendore del fuoco

che nessun essere umano può guardare

senza uno stupore antico

per il mogano, il sandalo e il cedro,

per il pane e il sale,

per il mistero della rosa

che prodiga colore e non lo vede,

per certe vigilie e giorni del 1955,

per i duri mandriani che nella pianura

aizzano le bestie e l’alba,

per il mattino a Montevideo,

per l’arte dell’amicizia,

per l’ultima giornata di Socrate,

per le parole che in un crepuscolo furono dette

da una croce all’altra,

per quel sogno dell’Islam che abbracciò

mille notti e una notte,

per quell’altro sogno dell’inferno,

della torre del fuoco che purifica,

e delle sfere gloriose,

per Swedenborg,

che conversava con gli angeli per le strade di Londra,

per i fiumi segreti e immemorabili

che convergono in me,

per la lingua che secoli fa parlai nella Northumbria,

per la spada e l’arpa dei sassoni,

per il mare, che è un deserto risplendente

e una cifra di cose che non sappiamo,

per la musica verbale d’Inghilterra,

per la musica verbale della Germania,

per l’oro che sfolgora nei versi,

per l’epico inverno

per il nome di un libro che non ho letto,

per Verlaine, innocente come gli uccelli,

per il prisma di cristallo e il peso d’ottone,

per le strisce della tigre,

per le alte torri di San Francisco e di Manhattan,

per il mattino nel Texas,

per quel sivigliano che stese l’Epistola Morale,

e il cui nome, come preferiva, ignoriamo,

per Seneca e Lucano, di Cordova,

che prima dello spagnolo

scrissero tutta la letteratura spagnola,

per il geometrico e bizzarro gioco degli scacchi,

per la tartaruga di Zenone e la mappa di Royce,

per l’odore medicinale degli eucalipti,

per il linguaggio, che può simulare la sapienza,

per l’oblio, che annulla o modifica i passati,

per la consuetudine,

che ci ripete e ci conferma come uno specchio,

per il mattino, che ci procura l’illusione di un principio,

per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,

per il coraggio e la felicità degli altri,

per la patria, sentita nei gelsomini

o in una vecchia spada,

per Whitman e Francesco d’Assisi che scrissero già

questa poesia,

per il fatto che questa poesia è inesauribile

e si confonde con la somma delle creature

e non arriverà mai all’ultimo verso

e cambia secondo gli uomini,

per Frances Haslam, che chiese perdono ai suoi figli

perché moriva così lentamente,

per i minuti che precedono il sonno,

per il sonno e la morte,

quei due tesori occulti,

per gli intimi doni che non elenco,

per questa musica, misteriosa forma del tempo».


Jorge Luis Borges, Un’altra poesia dei doni (da L’altro, lo stesso)




sabato 25 giugno 2011

Girando un corto lungo

Venerdì 24 è stato l'ultimo giorno di riprese del corto lungo The Guest. In totale i giorni di lavorazione di questo film sono stati otto, anche se inizialemente erano previsti solo sette. Sono curioso di sapere quanto durerà questo corto visto i giorni delle riprese. Lo saprò dopo che sarà stato montato. Già, ora tocca solo montare i corto e questo compito toccherà al nostro montatore.
Allora, facciamo il resoconto di questi giorni di lavorazione di questo corto. Come ho già detto, questa è la mia seconda esperienza nella lavorazione di un cortometraggio e ho imparato moltissimo. Per girare due scene ci abbiamo un giorno intero cioè il primo giorno di riprese, martedì 14, e per questo motivo che quel giorno sono arrivato a casa che erano circa le 2.30. In tutte e queste due scene abbiamo usato delle comparse perchè la prima scena si svolge in un'aula universitaria, mentre la seconda si svolge in un locale. Poichè scarseggiavamo in quanto comparse, alcune persone della produzione sono state utilizzate per fare la comparsa e poi nella seconda scena sempre per lo stesso motivo sono state riutilizzate le comparse che comparivano nella prima. Il commento è stato: che coincidenza che gli studenti che seguono una stessa lezione si ritrovano per caso nello stesso locale. Ma penso che nessuno noterà questo dettaglio o no? Dopo quel giorno ho imparato che per girare una scena ci si mette almeno mezza giornata poiché per fare solo una scena bisogna fare migliaia di inquadrature. Per esempio, per una scena si fa un primo piano dell'attore, poi si fa un piano americano, un totale, un campo - controcampo e così via. Poi, tra il cambio di un inquadratura e un'altra, si deve fare il cambio di luci. Questo è il compito del nostro dop cioè il direttore della fotografia. Nel set si riconosce subito il direttore della fotografia perchè ha spesso in mano un esposimetro con quantifica la luce presente in scena. Il direttore della fotografia deve mettere appunto la fotografia del film, usando le luci come il riflettore e il lupo, mettendoci le gelatine e il frost. Oltre al direttore della fotografia, ci deve essere anche l'operatore che può essere lo stesso dop. Per girare questo corto è stato usato una canon 5d cioè una macchina fotografica. Curiosità: la canon 5d è stata usata anche per girare un episodio di Dottor House cioè l'ultimo episodio della sesta stagione. Essenziale anche il fonico che prende il suono durante le riprese con il suo microfono detto anche boom. Compito del tecnico del suono è quello di prendere i suoni in presa diretta, ma spesso campiona il suono cioè si prende il suono senza l'ausilio della telecamera. Non sapevo che il montatore dovesse assistere alle riprese. Pensavo che il montatore ricevesse tutto il girato senza stare sul set, mentre invece mi ero sbagliato. Importante anche la truccatrice che deve truccare gli attori a seconda delle esigenze del direttore della fotografia e del regista. Infine, c'è il regista che dirige appunto la troupe e gli attori. Bisogna dire che prima delle riprese il regista ha già deciso per ogni scena il numero delle inquadrature e come devono essere fatte.
Una cosa divertente accaduta sul set è che ad un certo punto si è strappata la camicetta all'attrice che faceva la madre della protagonista durante la scena del puzzle. Tutti a ridere. C'è perfino chi ha commentato che l'attrice ha le bocce prepotenti. Non si poteva cambiare vestito di scena perché prima avevamo girato una scena con quella camicetta che nel film viene dopo la scena del puzzle. Alla fine la soluzione è stata di metterle dello scialle per coprire lo strappo.
Ora bisognerà aspettare almeno fino ad agosto per vedere il corto lungo tutto montato. Posso solo dire che dopo le riprese sono dimagrito di due chili. Volete dimagrire? Non fate diete, ma girate dei film.